Sabato con Max a spasso nella città meneghina col timore che il tempo possa cambiare, visto che le previsioni danno imminenti catastrofi, ma per fortuna regge: caldo, afa, qualche nuvola ogni tanto…praticamente estate. Alla faccia della primavera.
Passiamo volentieri da Bakery per un iced coffe e per prenotare per cena; non possiamo non fare due chiacchiere col bel biondino del personale, sempre molto gentile, col suo sorriso ammaliante, la sua voce calma e suadente, i suoi occhi azzurri…diciamo che accettiamo volentieri i suoi consigli sui cheesecake e saremmo lieti di dare consigli privati a lui.
Ci spostiamo a piedi e, passando davanti ad un negozio, facciamo una scoperta sorprendente:

Ebbene si, pensavamo si fosse ritirato dalle scene ed invece no, è ancora sulla cresta dell’onda, che purtroppo non lo ha spazzato via, interpretando il Conte d’Almaviva nel Barbiere di Siviglia; peccato che per entrambe le date siamo impegnati, e se non lo siamo qualcosa da fare sicuramente la troviamo.
Ci facciamo due passi in corso Buenos Aires, che si rivela sempre una passerella di uome ma sopratutto di maschi che mostrano generosamente i fisici palestrati, e ci inoltriamo in quello che scopriamo essere il parco Indro Montanelli, finora mai visitato. E lo facciamo volentieri, il parco è ampio, con diverse zone per fermarsi a riposare, prati per prendere il sole o giocare col pallone/guardare i ragazzi a petto nudo che giocano a pallone, punti di ristoro e attrazioni per fare divertire i bambini. Attrazioni che ovviamente ai miei tempi non esistevano, tipo questa:

Ammetto che il solo vederli rotolare mi da il mal di mare, ma mi ispirano un sacco; da notare che c’è un cartello che dice che ci possono entrare anche gli adulti ma nessuno osa tanto.
Torniamo al Bakery, dove purtroppo il bel biondino ha già terminato il turno, e ci concediamo uno degli strani panini che, pare, siano soliti strafogarsi in California; ovviamente anche la cheesecake.
- Certo che se mangi queste cose tutti i giorni per forza diventi obeso… -osserva Max- …va che ti sta uscendo la roba dal pane…
- Non mi sta in bocca tutto, è enorme… -rispondo mentre cerco di salvare il ripieno che fuoriesce dal ciambellone americano.
Ripresa la macchina ci spostiamo in zona navigli dove, complice la bella giornata ancora decisamente calda, pare ci sia il mondo; dopo aver vagato per un po’, parcheggiamo in un posto piuttosto improbabile ma qui credo sia la norma. Ci buttiamo nella mischia; sembra di stare al mercato, anche se non ci sono bancarelle, salvo i soliti stranieri, e anche qui non possiamo non divertirci commentando simpaticamente le coppiette gay che incrociamo, compreso un trio che si contraddistingue dal pessimo gusto nel vestire. Molto apprezzabile, invece, un bel ragazzo, capello chiaro, bel viso, un po’ triste, che notiamo seduto solo ad un tavolino fuori una delle numerose locande sul Naviglio Grande. Nel tornare, dopo qualche minuto, lo vediamo in compagnia di un tipo, come dice Max, molto ffffine, praticamente una donna, tipo che Alba Parietti è più maschile ed anche più sexy; – no, adesso ci fermiamo e cerchiamo di capire perché lui è figo e sta con un cesso mentre noi no (nel senso non stiamo con un figo, non con un cesso)- dico io. Forse -ipotizza Max- è un incontro al buio…o peggio il figo è escort e guarda chi si ritrova…; in ogni caso il figo pareva piuttosto deluso prima che si sedesse l’altro.
A volte siamo un po’ cattivi. Poi ci penso bene e concludo che siamo anche troppo buoni, raffrontati alla media dell’ambiente che ci circonda.
Dato il caldo entriamo in una pizzeria al trancio a prendere qualcosa di fresco al volo; dentro è praticamente un forno, e mentre commento la cosa con Max, un tipo che sta comprando una birra esordisce: – ci sono 28 gradi… La domanda sarebbe: – ma chi te lo ha chiesto? Siccome mi sento particolarmente bonario rispondo: – Qui dentro direi 35… Ah, si, vero… – risponde lui…che in fondo non è neppure tanto male, ma credo abbia interpretato la cosa come un “siccome stai comprando una bottiglia di birra, che a noi non piace, e fa un caldo boia vedi di sparire e semmai ripresentati con un amico astemio con due drink analcolici e abbondante ghiaccio e ne riparliamo visto che qui siamo in due e tu sei solo” infatti esce e non lo vediamo più. Salvo poi rivederlo, minuti dopo, seduto sui gradini dello stesso locale a chiacchierare con uno straniero.
E siccome non ci facciamo mancare nulla, facciamo finta di essere su un fascinoso fiume europeo e ci facciamo qualche foto sul ponte.

Del resto, ogni tanto ci si deve un po’ accontentare. Ma giusto un po’.